Il momento più fastidioso per me è proprio quello della salita sul treno, che diamine! Un po' di garbo! Non è possibile che ogni volta una signorina di una certa età e di una certa estrazione sociale come me venga sballonzolata a destra e a manca e a volte urtata ( si, avete sentito bene, urtata, sbatacchiata, anche se a onor del vero leggermente) contro porte, mancorrenti e ammennicoli vari. Dopo arrivano scuse, carezze, promesse di maggior attenzione per il futuro ma io non cedo almeno per un paio d'ore, non do confidenza a nessuno e mi concentro nel mio gioco preferito. Gioco assai raffinato con il quale del resto metto in pratica i miei studi, le mie conoscenze, le arti e le astuzie che al momento non posso esercitare pubblicamente.
Prima della partenza del treno ecco che mi si presentano due paia di piedi molto interessanti: mocassini estivi nuovissimi e molto costosi; quando l'uomo si siede posso notare delle calze in filo di Scozia dal colore intonato ai pantaloni dal risvolto perfetto da sartoria. Si, ad un osservatore distratto potrebbero sembrare appartenere ad un costruttore, un avvocato o un primario ma io ho altre armi di giudizio. La sua ventiquattrore è dozzinale, acquistata di corsa e il profumo....l'odore, non mi piace: ha un che di cattivo, il suo animo non è gentile, il suo corpo non è predisposto all' amore bensì all'odio. Guardo meglio i tacchi delle sue scarpe. Il tacco della sola scarpa sinistra è consumatissimo e questa non è una cosa buona. Credo non farà in tempo a realizzare i suoi propositi maligni. Intanto il treno è in piena corsa. Il suo leggero rollio mi fa impazzire di gioia. Sospiro, giro lo sguardo verso gli altri piedi: deliziosi in due sandalini verdi, graziosi dal tacchetto basso. Voglio rassicurarvi, i tacchi sono perfettamente allineati tra loro, ma la punta e il lato esterno della scarpa destra hanno la vernice consumata , tipico delle persone in cerca di protezione. Vi starete chiedendo cosa deduco dal loro odore? Credo sia meglio soprassedere!
Il convoglio è in frenata: rieccoci alla fase di “sballottamento”. Siamo quasi arrivati.
Ah, perdonatemi, non mi sono presentata: mi chiamo Fenice, sono la vecchia gatta della baronessa Pitichiò.
Spesso in viaggio, nel mio comodo trasportino, tra Agrigento e Caltanissetta ,mi diletto in veggenze delle quali non posso produrre prove a mio favore e, come la mia prozia alata e araba, rinascerò dopo la mia morte dalle mie stesse ceneri. Ma questa è un'altra storia.
Arrivi seguendo un eco e l'attore principale sei tu. Io sono il costone sferzato dal vento, il declivio silenzioso , il baratro avvolto nella canicola. L’eco sarà il tuo parto. Fantasia, emozione nella tua vita gioiosa, faticosa, armoniosa . L' eco della tua unicità. Quindi, benvenuto: con la tua presenza animi un cristallo sfavillante di solitaria bellezza. Adesso le alternative sono proseguire o andare. Se prosegui l'eco ti porterà lontano, se vai l'eco ti porterà lontano.
giovedì 22 luglio 2010
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