Il tremore di eteree visioni
si spegne tra urla. Negli anfratti
silenziose fughe di ratti
e ansie di vane allucinazioni.
Arrivi seguendo un eco e l'attore principale sei tu. Io sono il costone sferzato dal vento, il declivio silenzioso , il baratro avvolto nella canicola. L’eco sarà il tuo parto. Fantasia, emozione nella tua vita gioiosa, faticosa, armoniosa . L' eco della tua unicità. Quindi, benvenuto: con la tua presenza animi un cristallo sfavillante di solitaria bellezza. Adesso le alternative sono proseguire o andare. Se prosegui l'eco ti porterà lontano, se vai l'eco ti porterà lontano.
giovedì 29 luglio 2010
L’amore non ha eco o forse ne ha infiniti
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